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vacanze a senigallia nelle marche in estate

Senigallia: anima di una città di mare

vacanze a senigallia nelle marche in estate

Senigallia: anima di una città di mare

PROGRAMMA

Senigallia, perla dell'Adriatico con la spiaggia di Velluto si mette a nudo con tutte le sue bellezze artistiche e le sue eccellenze che la rendono non solo una città di villeggiatura, ma anche di grande interesse culturale.

 

Eccola qua. Cercando un'immagine della Rotonda, mi accorgo che raramente la nostra modella più vanitosa non viene fotografata in pieno sole estivo, ma piuttosto nelle ore Senigallia tramonto rotonda vacanzeserali, o notturne, o di primissima mattina, quando vive e palpita di luce propria o di proprie penombre. Ma provare meraviglia per le cose  è la prima disposizione di chi desidera presentare la città in cui è nato e vive: quello speciale straniamento che consiste nel vederla con gli occhi di chi la vede per la prima volta. E dunque una possibile guida si chiede che cosa sia già noto al non senigalliese, per averlo magari annusato da lontano o appena scoperto nel corso di brevi soggiorni. E si risponde, nell'ordine: la Rotonda, la Spiaggia detta “di Velluto”, forse la memoria dell'antica Fiera, la storia di un certo ammazzamento avvenuto nel 1502 e soprattutto il Summer Jamboree, la festosa rassegna che ne anima l'estate. Ma sono tanti i luoghi che potrebbero comporre i tratti identitari di questa città. Le sue icone.


 
Così, per rassicurare tutti, propongo questa immagine della Spiaggia di Velluto, con i suoi capanni, con i suoi ombrelloni, con il suo mare che pian piano degrada rispettando Senigallia spiaggia vacanze nelle marchel'altezza dei bambini confidenti della scuola d'infanzia, delle elementari e poi di quelli più ardimentosi delle medie fino agli eroi surfisti delle medie superiori e dell'università. Si pensi che dietro le spalle del fotografo c'è un'altra spiaggia di cinque chilometri per quasi quindici chilometri complessivi. Da quest'anno virale verranno diradati e distanziati tra loro gli ombrelloni in modo da rendere possibile e anche più gradevole la permanenza in spiaggia.

 

La memoria dell'antica Fiera Franca è ancora viva nei luoghi che accolsero per sette secoli il mercato annuale più importante di tutto il Mediterraneo Orientale. Se da una parte essa si rinnova, come una parodia, nel mercatino che ne assunse il nome – La Fiera di Sinigaglia – a Milano in Ticinese, è tuttavia possibile ritrovare qui i luoghi e gli stessi coni ottici che includevano l'antico Teatro La Fenice, il primo Stabilimento Balneario, l'Ippodromo, il Circuito Motoristico, e quelli sonori col brusio, il tramestio, le grida dei fondaci, del ghetto, delle barche all'ormeggio, delle bancarelle, dei saltimbanchi e dei teatranti di strada. Guadagnare quei punti è tracciare una mappa mentale che connette le impronte dei tempi andati ai dati evolutivi del presente. Il turismo balneare è per la città l'evoluzione Senigallia fiera franca vacanze marchenaturale della Fiera.

Un'altra immagine presente alla mente del visitatore prima ancora che si muova di casa può essere quella del Summer Jamboree. Per molti, anzi, è il motivo che li fa venire qui. Da venti anni ormai la rassegna – la più grande del genere in Europa - richiama a Senigallia tantissime persone. In questi giorni si fa musica non-stop; tutti vestono alla moda degli anni cinquanta, e tutti ballano finché ne hanno nelle piazze illuminate e in ogni angolo della città in stile e modi dell'era del Rock and Roll. Sono giornate e notti in piena libertà che nessuno, se può, si fa mancare.  


Poi ci sono i repertori attesi: l'allineamento degli alberghi, ben immaginabile in una città di mare senza averla mai vista. Negli anni cinquanta, quando venne a visitarla nel suo tour lungo le spiagge d'Italia, Pasolini definì Senigallia “città delle pensioni pensioni”. Tra i sessanta e i settanta spuntarono gli alberghi, con una professionalità in larga parte da formare. La locale Scuola Alberghiera, una delle prime in Italia, lo ha fatto e continua a farlo. Così, quasi senza accorgersene, l'ospitalità alberghiera senigalliese si ritrova oggi alle spalle una consistente esperienza e tradizione. Ci sono dinastie di albergatori. Ce ne sono che si adoperano per rinnovarsi. Ognuno sa che, soprattutto in questo settore, non si vive di rendita, ma si deve seguire l'evoluzione della domanda. Non può essere diversamente.   


Qui poi siamo alle stelle. Senigallia è ormai definitivamente una città della ristorazione. Senza nulla togliere alle altre rivierasche e al bellissimo entroterra marchigiano, in tutte le stagioni e da tutti i luoghi qui si viene a cena. I due chef stellati Mauro Uliassi e Moreno Cedroni sono popolari, ma attorno a loro una corona di ottimi ristoratori rende l'offerta dell'intera città qualitativamente estesa e alla portata di tutti.


Bene. Completata la sequenza delle icone, mi sento adesso libero di accompagnare il visitatore non solo davanti ai singoli oggetti di ammirazione dell'antica città, ma anche Senigallia portici ercolani vacanze marchee soprattutto a respirarne l'aria. L'impressione di una prima visita non mancherà di mostrarla qual è, città aperta e, appunto, ariosa. Inutilmente cerchereste qui il fascino della città medievale, con le sue mura abitate, i vicoli ombrosi, i passaggi segreti. Senigallia è larga. Senigallia è la prima città romana sull'Adriatico, costruita dove prima era un villaggio gallico. Senigallia ha un centro rinascimentale e una distribuzione di spazi e monumenti chiaramente illuministica e settecentesca. I Portici Ercolani sono qui, del secolo dei lumi, la più bella guarnizione. Questa razionalità temperata dell'impianto cittadino vi piacerà, man mano che ne farete la conoscenza.  

Il percorso dei Portici sfocia nell'abbraccio del primo-ottocentesco Foro Annonario. Alle spalle del fotografo c'è il fiume Misa, che a quel tempo consentiva alle barche di approdare internamente alla città. I senigalliesi la chiamavano “Piazze delle Erbe”; lì si svolgeva tutto. Per tanti anni fu il teatro quotidiano di chi vive qui. Oggi è anche un luogo che accoglie spettacoli all'aperto e chi voglia raccogliersi tra le sue braccia per uno spritz o un apericena.

La città rinascimentale si raccoglie attorno alla Piazza del Duca. Qui si affacciano quattro monumenti: il più consistente la Rocca, il più complesso il Palazzo Ducale, il più prezioso il Palazzetto Baviera, il più utile storicamente la Fontana delle Anatre, (o dei Leoni). Sono opere volute dalla signoria dei della Rovere, o sorte col suo favore, dapprima quando Senigallia era un ducato indipendente, poi quando fu associata per matrimonio al ducato di Urbino. Altre ghiande d'oro della quercia roveresca si trovano disseminate in città e in modo più consistente nel Convento delle Grazie, che è fuori città. Lì è il mausoleo del nostro duca Giovanni.Senigallia Madonna di Senigallia Piero della francesca


Un altro emblema della città è un dipinto devozionale di Piero della Francesca: la Madonna di Senigallia. Si trovava nella chiesa della Grazie ma, dal 1916 si è trasferita a Urbino. Spiace, ma ce ne facciamo una ragione: Urbino da Senigallia si raggiunge facilmente. Noi senigalliesi la conosciamo a memoria, così come un tifoso o un soldato riconosce le proprie bandiere. Illustri pittori, scultori, architetti, hanno ornato con le loro opere questa città che degnamente completa la costellazione dei tanti luoghi d'arte marchigiani. I moderni e i contemporanei, poi, ne hanno spesso ritratto qualche scorcio nelle loro opere o onorato con quei palazzi e giardini.


Senigallia piazza del duomo vacanzeAll'altro capo dei Portici Ercolani si apre Piazza del Duomo, che si trova al centro dell'ampliazione della città avvenuta a metà Settecento. La Cattedrale si specchia nell'altra chiesa di San Rocco, oggi riconvertita ad auditorium cittadino. Ma ognuno dei palazzi che la attorniano, ed altri adiacenti, sono costruiti con decoro e monumentalità in un tempo in cui la Fiera Franca aveva raggiunto una prosperità senza precedenti.

Delle tante porte che Senigallia aveva nei tempi passati, ne restano due, le più monumentali, costruite anch'esse a metà Settecento: Porta Colonna (o Maddalena, o Mazzini), e Porta Lambertina. Appartengono a una città aristocratica e mercantile qual era Senigallia allora, festosa e vacanziera qual è oggi, irriverente e levantina quale è sempre stata. A stento prese la via dell'industria, e tenne con la campagna un rapporto mai del tutto sanato. Ma la stessa moda, qui e oggi, si permette una leggerezza e una libertà che altri luoghi più severi non si consentono.


Senigallia, Città della Fotografia. La scuola Misa. Cavalli, Giacomelli, Ferroni. I contemporanei.  Il più grande di loro, Mario, non fu una scintilla nel buio ma fuoco generato e generatore. La Biennale. Settant'anni di fotografia hanno fatto della città uno dei centri mondiali di quest'arte. Un polo per competenti e appassionati. Un luogo da visitare non foss'altro.


Come anche ha rilevato Vittorio Sgarbi, Senigallia ha mantenuto unite le sue qualità di città storica, città balneare, città portuale. In altri luoghi pur importanti, sono rimasti setti separati. Qui no. Pur divisi dalla linea ferroviaria, i tre comparti si incontrano quotidianamente. Si partecipano. Si scambiano. Ed è proprio una simile mutualità a dare forma all'anima di una città di mare.

 

(Leo Gallico)



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