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viaggio organizzato in pullman presso la tenuta santi giacomo e filippo

L’Officina Vinaria della Tenuta Santi Giacomo e Filippo

viaggio organizzato in pullman presso la tenuta santi giacomo e filippo

L’Officina Vinaria della Tenuta Santi Giacomo e Filippo

PROGRAMMA

Un prodotto che regna sulle nostre tavole, ed esalta i nostri piatti, parliamo dell\'olio con Francesca della Fattoria Petrini di Monte San Vito. Il loro fondamento è un\'agricoltura biologica avviata circa 30 anni fa per motivi principalmente salutistici, ma anche rispettosi dell’ambiente in cui si vive.

Nella splendida cornice delle colline marchigiane del Montefeltro, tra i paesaggi che ispirarono il grande Raffaello, che in queste terre nacque, sorge la Tenuta Santi Giacomo e Filippo, il perfetto connubio tra natura e cultura, benessere e cibo, tutti elementi messi in risalto dalle varie attività che qui vengono svolte, dal Wine Resort al centro benessere, dal ristorante all’azienda agricola biologicamente certificata dal 1997.

 


Tenuta santi giacomo filippo pesaroIl nostro viaggio oggi quindi si sposta nella provincia di Pesaro e Urbino e ad accompagnarci in questa nostra avventura c’è Giorgia la quale ci spiega che la Tenuta, che prende il nome da una centenaria Abbazia del luogo, è il risultato del sapiente restauro di un antico borgo abbandonato risalente al XVIII secolo, effettuato da parte di una famiglia di mobilieri di Urbino, i Bruscoli, i quali erano e sono ancora oggi legati alla loro terra natale, alle tradizioni e al vivere la campagna autentica.
Tutto è iniziato con l’acquisizione alla fine degli anni ’80 di queste terre in cui si trovavano delle case che in passato erano abitate da contadini e, la famiglia Bruscoli, grazie al nonno Antonio e a suo figlio Gianfranco, ebbe proprio il merito di iniziare il progetto di recupero di queste abitazioni, poi trasformate in camere, acquisendo anche ben 360 ettari di terreni all’interno dei quali la parola chiave è ancora oggi biodiversità poiché tante sono le specie distinte di flora e fauna. Giorgia ci spiega che la realtà della Tenuta è pionieristica poiché qui si parlava di albergo diffuso e turismo slow già 20 anni fa.


Marche pesaro tenuta santi giacomoMa come dicevamo prima, la Tenuta non è solo ospitalità, ma è anche e soprattutto azienda agricola:

Giorgia ci racconta infatti che all’inizio del Novecento questa zona era molto conosciuta per la coltivazione del tabacco, per i cereali e per le leguminose, queste ultime due ancora praticate in Tenuta insieme ad un’altra attività molto importante, ovverosia quella vitivinicola.
Il progetto legato al vino nasce grazie a Marianna Bruscoli, nipote del signor Antonio, la quale ha sempre avuto questo sogno, realizzato grazie anche al supporto dell’enologo Roberto Potentini. Il viaggio nel mondo dell’enologia in Tenuta inizia nel 2006/2007 quando vengono impiantati i primi vigneti sia di vitigni autoctoni che alloctoni. Giorgia ci spiega che questa zona a livello viticolo è ancora tutta da scoprire, ma nonostante ciò il microclima creato dallo scorrere del fiume Foglia è perfettamente adatto alla coltivazione della vite.


Inizia quindi tutta una fase di studio e sperimentazione e nel corso degli anni ci sono i primi piccoli imbottigliamenti, fino ad arrivare al 2014, anno in cui Marianna Bruscoli decide di creare concretamente questo progetto vino con il supporto di un team giovane e con tanta voglia di fare. La cantina apre ufficialmente nel 2016 e Giorgia ci dice che chi ci lavora la considera una sorta di “officina vinaria”, un vero laboratorio sperimentale dove poter creare grazie anche alla presenza di recipienti di tipo diverso in cui avviene la lavorazione del vino, come vasche in acciaio per i vini più beverini, botti in legno di quercia nazionale e anfore di coccio pesto prodotte in Toscana.


La selezione della Tenuta Santi Giacomo e Filippo si compone di poche bottiglie ma curate nei minimi dettagli, basti pensare al Fogliola Bianco e Fogliola Rosso, due vini estremamente conviviali, le cui etichette sono state il frutto dell’unione tra tradizione e design, infatti nella Tenuta è stata rinvenuta una pietra datata 1806 dove vi è inciso “DIVIS DELLA FOGLIOLA”.  Lo scopo di quella stele era indicare la strada accanto al fiume in una zona che all’epoca si chiamava Fogliola. La cosa interessante è che usando la tecnica del frottage, l’effetto della pietra al tatto è stato riportato sull’etichetta.  
Giorgia passa poi a quello che in azienda è considerato il vero cavallo di razza, ovverosia il Bellantonio, il quale si presenta in due varianti dal punto di vista dell’affinamento: una in acciaio e una in anfora di coccio pesto da 10 ettolitri in cui non c’è ossidazione, ma avviene solo la maturazione di un anno e mezzo.

 

Marche pesaro cantina santi filippoQuesta bottiglia, il cui nome ovviamente rimanda al nonno di Marianna, Antonio Bruscoli, riporta una dedica stupenda al fondatore dell’azienda, il quale ebbe il merito della nascita di tutta la realtà della Tenuta.

Se le prime due etichette sono prodotte con Bianchello e Sangiovese, questa invece è prodotta con vitigni di Incrocio Bruni 54, l’incrocio tra varietà di Sauvignon e Verdicchio.

Giorgia ci spiega che il loro sogno è quello di diventare il punto di riferimento dell’Incrocio Bruni nelle Marche, aggiunge inoltre che purtroppo si parla poco di questo vitigno anche se è l’unico nella regione che riesce ad avere delle rappresentazioni fantastiche in tutte le province. In azienda sono convinti che l’Incrocio Bruni possa essere un valido supporto per il brand Marche, per raccontare le bellezze del nostro territorio poiché è un vitigno che parla delle Marche, intese proprio come regione nella loro totalità.


Tra i vari prodotti ne troviamo poi di diversi, come un rosso chiamato Fortercole, il quale rappresenta la terra di confine in cui si trova la Tenuta poiché viene utilizzato Montepulciano e Sangiovese; delle bollicine ed infine, l’ultimo nato in cantina, il Ca’Rosello, una novità con la quale si vuole voltare pagina dopo l’esperienza Covid-19.

Giorgia ci dice che per loro questo rosato è speciale poiché si presenta a livello estetico con un’etichetta nuova, è infatti una spirale che abbraccia la bottiglia. Questo vino vuole essere dedicato ad una delle case nella parte più alta della Tenuta da dove si vede tutto il paesaggio circostante “...epicentro di bellezza fra la creta dei calanchi da cui godersi il mondo” come riporta la dedica in etichetta, una vera e propria ode al territorio che ospita la Tenuta e di cui anche Raffaello era innamorato.


La produzione vitivinicola della Tenuta Santi Giacomo e Filippo è di circa 55.000 bottiglie all’anno che vengono commercializzate non solo nella provincia di Pesaro e Urbino – ci si affida ad un uomo azienda, il quale prima di andare a raccontare il vino è rimasto a lavorare in cantina un anno per conoscere a mena dito la realtà della Tenuta – ma anche all’estero dove i prodotti vitivinicoli sono presenti su dei mercati molto sensibili al concetto del biologico come il Nord Europa e quindi Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia, dei piccoli wine shop nella zona settentrionale di Londra e Stati Uniti, dove l’anno scorso la Tenuta Santi Giacomo e Filippo è stata la prima a presentare l’Incrocio Bruni 54.


La poliedricità dell’azienda la ritroviamo anche nei progetti di promozione e di accoglienza, i quali non passano solo dal Wine Resort e dai Wine Tours, ma anche da iniziative come la “InstaVendemmia”, un evento che viene fatto a fine agosto/inizio settembre da ormai 4 anni e in cui solitamente molte persone arrivano in Tenuta per effettuare una vendemmia collettiva.

Ogni anno viene lasciata come gadget una t-shirt per festeggiare l’anniversario della cantina e la giornata si svolge con dimostrazioni di utilizzo di macchinari di un tempo, con giochi dedicati ai più piccoli, il tutto documentato da fotografie – ecco perché Insta – e chi realizza lo scatto migliore, vince un bel cesto di prodotti a Natale.


Giorgia ci spiega che tutto questo serve ad attirare l’attenzione sulla Tenuta attraverso i social networks, mezzi fondamentali per le aziende al giorno d’oggi, e proprio questa voglia di avere maggior forza nella comunicazione, nelle piattaforme digital e l’essere sempre più presenti sui portali e-commerce rientrano tra gli obbiettivi futuri, in termini di promozione, della cantina.
L’azienda inoltre sta cercando di far comprendere alle persone come un maggior rispetto della natura e una maggiore attenzione all’eco sostenibilità possa essere il futuro della vita sulla Terra, concetti che qui vengono messi in atto sia nell’ambito produttivo che in quello dell’ospitalità, ambiti il cui obiettivo finale è poi quello di far vivere a 360 gradi quella che era la vita e l’agricoltura di un tempo.   

Giorgia si congeda confidandoci che infine il sogno della Tenuta è quello di diventare un punto di riferimento per l’enogastronomia della zona perché in questi luoghi il visitatore può mangiare sano, respirare aria buona, bere dell’ottimo vino, fare delle bellissime passeggiate, il tutto in un contesto naturale intatto e autentico.



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