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viaggio organizzato a serrapetrona nelle marche

La Vernaccia Nera delle Terre di Serrapetrona

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La Vernaccia Nera delle Terre di Serrapetrona

PROGRAMMA

Nell’affascinante cornice dei Monti Sibillini e nel comprensorio della Comunità Montana dei Monti Azzurri un vitigno autoctono trova dai tempi più remoti, come dimostrano anche dei documenti storici, il suo terreno fertile: stiamo parlando della Vernaccia Nera di Serrapetrona, uno dei migliori vitigni a bacca rossa delle Marche.

 

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Ad accompagnarci oggi nella scoperta di questa tipicità che solo in questo angolo di mondo si può incontrare, c’è il signor Stefano Graidi dell’azienda vinicola Terre di Serrapetrona la cui nascita risale alla fine degli anni ’90.
Il signor Stefano ci spiega che sin dalla creazione della loro realtà c’era una volontà specifica, ovverosia quella di vinificare la Vernaccia Nera di Serrapetrona solo ed esclusivamente nella sua versione ferma, un obiettivo che si realizzò anche grazie all’apporto delle conoscenze di un enologo veneto esperto nella produzione del famoso Amarone.

Ma cosa accomuna la produzione di quest’ultimo alla Vernaccia Nera di Serrapetrona? Storicamente la Vernaccia Nera di Serrapetrona veniva realizzata con la tecnica dell’appassimento naturale, informazioni che la famiglia Graidi ritrovò in un documento del 1600 nell’archivio comunale del paese e lì si diceva che si diffidavano con delle multe tutti i cittadini che avessero gettato fuori dalla finestra le vinacce da gennaio in avanti – le vinacce sono il prodotto di scarto della vinificazione. Cosa significava tutto ciò? Il signor Stefano ci spiega che se questi resti venivano eliminati da gennaio significava che la vinificazione era avvenuta tardi e che quindi le uve erano state messe in appassimento. Questa era ed è quindi la dimostrazione che la tecnica dell’appassimento in questa zona del maceratese è una tradizione antichissima e sono 3 i grandi vini che in Italia sono prodotti storicamente seguendo tale modalità: lo Sforzato della Valtellina, l’Amarone ed infine il Robbione di Serrapetrona.


L’azienda quindi sin dai primi anni decise di voler rispettare l’antica tradizione prendendo sempre più coscienza della ricchezza di un territorio che coniuga caratteristiche climatiche tipiche della zona montana e quelle invece derivanti dalla vicinanza in linea d’aria al mare, il quale produce delle grandi correnti termiche di vento... è molti significativo il fatto che il monte che protegge Serrapetrona si chiami Monte D’Aria. Tutte queste peculiarità e anche la presenza di un terreno ricco di minerali favoriscono la crescita di un frutto unico al mondo.


L’azienda Terre di Serrapetrona, che si estende su un terreno di 60 ettari di cui 20 votati alla coltivazione della vite, segue il metodo convenzionale per una scelta legata alla tipologia di vino prodotto il quale deve passare molti anni in invecchiamento. Il Signor Graidi ci spiega che con il metodo convenzionale c’è un controllo maggiore dal punto di vista qualitativo del prodotto finale, ma nonostante ciò si cerca di lavorare molto sulla pianta e sul vigneto, come dice il detto francese: “le vin se fait dans la vigne” ovverosia “Il vino si fa in vigna”, sempre con la volontà di rispettare il più possibile l’ambiente.  La dedizione alla pianta e alla sua salute è tale che l’azienda ha ricevuto il certificato Eco Friendly nel 2018 pur essendo una cantina a carattere convenzionale.

 

Marche serrapetrona viaggi organizzatiTerre di Serrapetrona può contare su una produzione annua di circa 80.000 bottiglie e tra le sue etichette più famose troviamo sicuramente il Robbione, una bottiglia prodotta con il metodo dell’appassimento, la cui gradazione è di 15°, un vino paragonabile ad un Amarone importante, ci dice il signor Graidi il quale aggiunge anche che ad oggi le bottiglie in vendita di questa etichetta sono dell’annata 2012/2013 poiché l’invecchiamento attraverso il quale passa il Robbione è estremamente lungo.

Segue poi il Collequanto, un’etichetta 100% Vernaccia Nera la quale viene realizzata solo con piccola percentuale di uve trattate con il metodo dell’appassimento e quindi può essere considerata come l’espressione diretta di questo vitigno, un’espressione che si ritrova nel gusto speziato in cui si percepiscono sentori di pepe nero. Il signor Stefano ci spiega che solitamente per creare una bottiglia di un grande vino, è sufficiente un chilogrammo di uva, ma per realizzare un vino frutto dell’appassimento, come ad esempio il Robbione, ce ne vogliono ben 2 poiché con questa tecnica il grappolo perde molti liquidi e di conseguenza servono più frutti.


Continuando la lista dei prodotti di casa Terre di Serrapetrona troviamo poi il Sommo, un vino passito di grande spessore e dal color rubino. È curioso scoprire che uno dei clienti più affezionati a questo prodotto è la Chiesa Russa Ortodossa che lo utilizza per il rito dell’Eucarestia. Sarà solo perché il vino si chiama Sommo?


L’ultima etichetta di Vernaccia Nera, ci spiega il signor Graidi, è stato un cedimento al progetto iniziale di vinificare vini fermi, infatti si è deciso anche di realizzare una Vernaccia Nera spumantizzata la quale è l’unico vino al mondo che attraversa 3 fermentazioni: una parte delle uve vengono vinificate subito dopo la vendemmia di fine ottobre, una seconda massa subisce la tecnica dell’appassimento  in uno stanzone chiamato Fruttaio dove un grande afflusso d’aria dall’esterno favorisce questa tecnica. Nel mese di dicembre viene vinificata quest’ultima massa e in primavera si procede all’unione delle due parti e alla terza fermentazione che serve per l’acquisizione della spuma.


Marche vigna serrapetrona vacanze organizzateContinuando il racconto dell’azienda, il signor Graidi ci spiega che Terre di Serrapetrona non è solo vino, ma anche accoglienza, nell’agriturismo, e buon cibo, nella locanda gestita da una signora del posto che si diletta nella preparazione di manicaretti della tradizione marchigiana, proposti in una cornice paesaggistica incredibile. Sempre in ambito di accoglienza, l’azienda è una di quelle 5 cantine che fa parte dell’evento organizzato dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt), Appassimenti Aperti, la festa più importante della Vernaccia Nera la quale si svolge in due domeniche di novembre.

Quello è il periodo in cui l’uva viene messa nel Fruttaio per subire l’appassimento naturale. La manifestazione accoglie ogni anno moltissimi visitatori che hanno la possibilità di visitare le cantine, le vigne e di accompagnare la giornata con dei bei bicchieri di vino e dei buoni piatti della tradizione, il tutto in una cornice paesaggistica impagabile.


Ci congediamo da questa visita con i progetti in cantiere dell’azienda la quale vorrebbe molto investire sul turismo cercando di integrare il discorso cantina – vino con un discorso di ospitalità, magari riuscendo a creare quella nuova struttura ricettiva di cui si parlava prima della pandemia da Covid-19 e che speriamo possa in breve tempo realizzarsi richiamando visitatori in questo unico angolo di mondo.



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