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viaggi organizzati sulle colline marchigiane a ripatransone

Tenuta Cocci Grifoni: sostenibilità e consapevolezza

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Tenuta Cocci Grifoni: sostenibilità e consapevolezza

PROGRAMMA

Picnic in vigna, passeggiate nel suggestivo vigneto Messieri, lezioni di yoga con vino e cibo, sono soltanto alcuni dei tanti progetti della Famiglia Cocci Grifoni che continuamente investe sulla natura. Al centro del loro lavoro il benessere degli ospiti che quando alloggiano nella Casa Cocci Grifoni si riconciliano con il mondo.

 

 

Nel territorio di Ripatransone (AP) la cui composizione morfologica a carattere calanchivo dona paesaggi che tolgono il fiato e prodotti enologici di grande valore, inizia nel 1933 un’avventura familiare legata alla terra e alla vite. Oggi vi portiamo alla scoperta della Tenuta Cocci Grifoni in compagnia di Marilena, Direttore Generale e componente della 4° generazione a conduzione dell’azienda.


Marche famiglia grifoni viaggio organizzatoChiediamo a Marilena di narrarci la storia della sua realtà familiare e lo fa partendo proprio dagli albori, parlandoci di quando nel dopoguerra della Prima Guerra Mondiale le famiglie della zona vedevano la possibilità di espansione economica attraverso l’acquisto di terreni, in un concetto di agricoltura mista che andava dal cerealicolo, passando per l’olivicolo, fino al vinicolo. In questo contesto quindi inizia l’avventura del bisnonno della signora Marilena, seguito successivamente dal nonno Domenico ed infine da suo padre Guido.


Il racconto della storia di famiglia prosegue e Marilena ci spiega che negli anni ’50 del Novecento, nella zona era ancora fortemente presente il concetto di agricoltura mista, inserito però all’interno di un fenomeno più ampio, quello della “Mezzadria”. In questo contesto la terra veniva acquistata da una famiglia ma non veniva mai totalmente coltivata da questa, infatti le risorse umane che gestivano questi grandi appezzamenti erano oggetto di concessione mezzadrile, una concessione regolamentata da un contratto stipulato tra agricoltore e contadino. Questa tipologia di accordo, ci spiega Marilena, venne meno nella prima parte degli anni ’60 grazie ad un provvedimento legislativo che di fatto permise la trasformazione del contratto di mezzadria in uno di regolare affitto.


Marche terrazza Martorana tenuta grifoni vacanzeQuelli continuarono ancora ad essere gli anni dell’agricoltura mista e in tutte le case della zona, al piano inferiore c’erano delle stalle con il bestiame o dei piccoli laboratori artigianali, tutte attività nell’alveo del capo famiglia. Nel contesto della famiglia Cocci Grifoni nella metà degli anni ‘60 si sentì la necessità di ragionare sempre più sul viticolo, direzionando perciò tutte le energie di famiglia in quel senso e ben presto arrivò la svolta: nel 1968 venne inscritta in Gazzetta Ufficiale la DOC del Rosso Piceno Superiore e, un paio di anni dopo, nel 1970 nacque la prima bottiglia di Rosso Piceno Superiore, annata 1969, della Tenuta Cocci Grifoni. Marilena tiene molto a sottolineare il fatto che già negli anni ’70 in famiglia ci fosse un ragionamento di filiera, dalla gestione della vite fino alla vendita della bottiglia, un elemento che oggi viene considerato di grande valore.
Ma la storia non si ferma qui, infatti il signor Guido, in una terra votata da sempre ai rossi, ebbe negli anni ’80 l’idea pionieristica di creare un grande vino bianco e in questo senso iniziarono le sue ricerche che lo condussero infine al recupero di un antico vitigno autoctono italico scomparso da anni: il Pecorino. Quel progetto che all’inizio venne considerato in controtendenza, si rivelò invece essere l’ancora di salvezza di un patrimonio di tipicità italiana che altrimenti sarebbe andato perso per sempre.


Ma la famiglia Cocci Grifoni non è soltanto vino, è una fucina di idee in cui trova spazio anche l’accoglienza, un’accoglienza iniziata già negli anni ’70 quando si ospitavano in azienda feste degli alberghi della costa e poi consolidata all’inizio degli anni ’90 quando nasce il MOVIMENTO DEL TURISMO DEL VINO. Marilena ci spiega che l’enoturismo è un momento molto importante nella vita di una azienda vitivinicola poiché consente di poter accogliere persone con esigenze diverse, da quelle che hanno una passione viscerale verso il vino, fino a quelle che invece vogliono trascorrere un pomeriggio diverso in un luogo ameno sorseggiando un buon calice di vino. Ormai il concetto della classica degustazione qui è superato, si ha voglia di fornire infatti un’esperienza che tocchi il cuore e le mente, che diventi un momento unico e soprattutto non ripetibile!
È la stessa Marilena che in questa evoluzione dell’enoturismo si rende conto, circa una decina di anni fa, che l’offerta stava diventando poco esperienziale e poco personale, perciò si è deciso di focalizzarsi con maggiore attenzione su quei luoghi che lasciavano l’ospite a bocca aperta.

Marche vigna messieri vacanze organizzateSeguendo quella direzione le energie sono state impiegate su aree fisiche ben precise che hanno richiesto e richiedono un lavoro enorme ed incessante a causa di una morfologia del territorio di tipo argilloso e calanchivo. È stato proprio in questi luoghi che sono stati fatti degli importanti investimenti per creare delle aree che fossero ad un impatto ambientale estremamente basso, utilizzando materie prime leggerissime come legno, acciaio e vetro per realizzare delle strutture che fossero belle ma soprattutto che si inserissero in un contesto naturale rispettandolo senza mai pensare di deturparlo.
In questa ottica di preservare la natura e renderla allo stesso tempo accessibile all’ospite, sono stati realizzati diversi progetti, tra cui percorsi esperienziali come picnic in vigna, passeggiate nel suggestivo vigneto Messieri, lezioni di yoga con vino e cibo e diverse altre, poiché in questa fase storica che ci troviamo a vivere si vorranno dare maggiori sicurezze in spazi ampi che riconciliano il corpo e la mente, in un concetto di turismo di prossimità e di turismo rurale.

 

Tra gli ultimi progetti di casa Cocci Grifoni rientra anche la volontà di creare delle passeggiate in zona calanchiva, guardando verso Ripatransone, in cui posizionare panchine in legno tratte da materiali di recupero, andando a creare situazioni in cui chi arriva in tenuta potrà leggere, pregare, passeggiare a stretto contatto con la natura e nel pieno rispetto del distanziamento. Marilena ci spiega che questo è un progetto volto a fare un regalo agli ospiti, andando ad offrire loro dei terreni messi in sicurezza i quali sono oggetto di continue attenzioni da parte di un team di esperti, capace di scendere a compromessi con la terra, in una filosofia di sostenibilità e di lavoro consapevole.

 


Marche tenuta grifoni viaggiSempre con uno sguardo alla sostenibilità e al basso impatto ambientale, nel 2013 è nata anche la necessità e la voglia di riqualificare una parte importante del patrimonio immobiliare della famiglia, ovverosia la casa paterna, che oggi si conosce con il nome di Dimora di Campagna. Questa struttura è stata riqualificata in un concetto di sostenibilità, di risparmio energetico e di basso impatto sull’ambiente, convertendola poi in degli appartamenti volti all’accoglienza, appartamenti realizzati affinchè fossero i più confortevoli possibile, luminosi e in cui il materiale che dona calore per eccellenza, il legno, fosse presente.

Marilena ci spiega che è stato fatto anche un lavoro di recupero delle culture rurali locali, come ad esempio i merletti realizzati con il tradizionale tombolo di Offida, i tendaggi creati con tessuti recuperati dalle bisnonne, mobili antichi restaurati, tutti elementi volti a trasmettere calore e autenticità, senza soffocare l’ospite che giunge alla Dimora per riconciliarsi con il mondo attraverso la natura.


Ciò che lascia a bocca aperta, sentendo la narrazione di Marilena, è il fatto che ogni cosa che è stata realizzata o che è in cantiere in casa Cocci Grifoni, si rifà ad una filosofia di sostenibilità e di consapevolezza del territorio, ed è lei stessa che ci spiega come il voler continuare ad investire sulla natura, nonostante le difficoltà che si incontrano costantemente, sia un comportamento resiliente.

In tutto questo, è fondamentale credere fortemente nel proprio progetto e soprattutto bisogna essere in grado di saper lavorare a stretto contatto con un ambiente in continuo movimento poiché non si può pretendere di stravolgere e plasmare la natura a proprio piacimento, l’uomo deve essere capace di capire che esiste un intervallo in cui si può agire, ma, conclude Marilena, la natura è sempre quella che deve avere l’ultima parola.



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