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vacanze organizzate nelle marche in provincia di ancona

Gli oli biologici della Fattoria Petrini

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Gli oli biologici della Fattoria Petrini

PROGRAMMA

Un prodotto che regna sulle nostre tavole, ed esalta i nostri piatti, parliamo dell'olio con Francesca della Fattoria Petrini di Monte San Vito. Il loro fondamento è un'agricoltura biologica avviata circa 30 anni fa per motivi principalmente salutistici, ma anche rispettosi dell’ambiente in cui si vive.

Quando si descrive il patrimonio enogastronomico marchigiano è assolutamente necessario soffermarsi a parlare di un prodotto di fondamentale importanza che trova la sua origine nella “notte dei tempi”: l’olio.


Già nella mitologia greca si hanno le prime tracce di questo prezioso ingrediente, infatti si racconta che Zeus, volendo donare un sovrano ad Atene, propose una gara tra le divinità e chi avesse portato il dono più utile, si sarebbe fregiato del titolo di re.

In molti parteciparono e alla fine rimasero solo due concorrenti: Atena che portò un ramoscello di olivo, e Poseidone che offrì a Zeus un cavallo bianco. La vincitrice fu Atena poiché consegnò un simbolo di pace, al contrario di Poseidone che portò un emblema di guerra. Fu da questo mito che l’olio iniziò ad assumere una valenza quasi divina. Anche i Romani, a loro volta, fregiarono questo importante elemento di virtù senza pari, nell’antica Roma infatti l’olio aveva proprietà medicamentose e l’importanza di questa funzione fece sì che in quel periodo storico la coltivazione dell’olivo trovasse un immane sviluppo.
Ed è proprio su un colle, che sin dai tempi degli antichi Romani era noto per il suo clima benevolo e la sua posizione favorevoli entrambi alla coltivazione dell’ulivo, che inizia il nostro racconto.

 


Marche olio petrini viaggio organizzatoOggi andiamo alla scoperta dell’olio marchigiano e lo facciamo in compagnia di Francesca Petrini che insieme a suo fratello Cristiano gestisce la Fattoria Petrini a Monte San Vito, in provincia di Ancona, la quale produce da 30 anni pregiati oli di oliva extra vergini biologici con olive provenienti dai circa 20 ettari di uliveti di proprietà.


La storia della loro avventura nel mondo dell’olio inizia con il nonno che negli anni ’60 comincia a coltivare ulivi e prosegue poi con il padre con il quale Francesca e Cristiano avviano l’azienda, acquistano un frantoio e tutto ciò che serve per trasformare le olive fino a creare il prodotto finito; Francesca si dice molto orgogliosa del fatto che in tempi non sospetti si stesse già attivando una vera e propria filiera, dalla cura dell’uliveto fino alla vendita della bottiglia di olio.

 


Ma cosa rende i prodotti di casa Petrini così speciali?


Marche ulivi viaggio organizzatoFrancesca ci spiega che la loro è un’azienda che si basa su agricoltura biologica da circa 30 anni, sono stati tra i primi, non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale, ad intraprendere questo percorso non senza critiche da parte di chi negli stessi anni produceva olio ma con procedure diverse. Francesca tiene molto a spiegarci che per approcciarsi ad ogni tipo di percorso e alle sue modalità, ci deve essere sempre un motivo e nel loro caso il voler sposare la filosofia del mondo del biologico è iniziato principalmente per motivi salutistici, poiché si era compreso che un determinato tipo di alimentazione e la salubrità degli ingredienti che si usano, potevano costituire un fattore di fondamentale importanza per preservare la salute e non solo, anche l’ambiente in cui si vive.     

Al giorno d’oggi si parla incessantemente di sostenibilità ambientale e di mantenimento della biodiversità e di fatto tutto ciò si realizza come una conseguenza naturale se si coltiva e produce in un certo modo.


Nella Fattoria Petrini perciò si è partiti quindi da un’esigenza salutistica per arrivare poi a creare un’azienda perfettamente sostenibile in cui il concetto di economia circolare veniva già utilizzato in passato poiché si era sempre pensato che gli scarti della lavorazione, quelli che solitamente vengono considerati rifiuti, erano una materia prima importante che doveva necessariamente tornare all'ambiente, al terreno e alle piante per  arricchirle di nutrienti e sostanze benefiche.
Francesca ci tiene molto a sottolineare il fatto che aver iniziato il percorso del biologico circa 30 anni fa ha significato avere una lungimiranza maggiore che ha restituito loro molto, anche per il fatto di essere stati tra i primi ad aver intrapreso un percorso all’epoca del tutto nuovo e molto sottovalutato. Oggi l’azienda raccoglie i riconoscimenti che negli anni sono giustamente arrivati, la conferma che le loro convinzioni non erano affatto sbagliate.

 


La scelta del biologico, ci viene spiegato, è coincisa inoltre con la volontà di ottenere oli extravergini di oliva qualitativamente elevati e, nelle Marche, i Petrini sono stati i primi a realizzare l’olio monovarietale dall'oliva Raggia, una tipologia autoctona della provincia di Ancona, una coltura tipica di questo territorio, fortemente identitaria.

Oggi, ci dice Francesca, molto si parla di monovarietale, ma aver iniziato a produrlo 30 anni fa con dei costi molto maggiori rispetto alla canonica produzione, non è stato per niente facile; un’altra visione avanguardista di cui oggi si traggono in benefici e che permette all’azienda di proporre i suoi prodotti attraverso i canali più svariati.

L’olio Petrini oggi è presente in quei luoghi della grande distribuzione in ambito regionale, dove si sceglie la qualità, l’autoctonicità e il biologico, nei canali del commercio bio, nelle farmacie grazie ad un nuovo prodotto di recente creazione “Olio Petrini Plus” le cui vitamine hanno un ruolo fondamentale nel processo di mineralizzazione delle ossa svolgendo quindi un’azione preventiva delle malattie del tessuto osseo e nel punto vendita aziendale, dove si ama accogliere il cliente che va direttamente a conoscere la realtà del produttore.

In questo contesto di accoglienza Francesca ci spiega che sono soliti ospitare gruppi di visitatori per fare delle esperienze a carattere degustativo o delle visite al frantoio, il tutto accompagnato da lei, assaggiatrice professionista che conduce l’avventore nel mondo dell’olio, attraverso un racconto del prodotto, della sua storia e della sua produzione.


Concludiamo la nostra visita chiedendo a Francesca se ci sono dei progetti futuri in cantiere e lei ci confida che la quarantena per l’azienda è stata solo fisica, poiché di idee ne sono proliferate moltissime, lei infatti è convinta che nei momenti di rottura, come quello che abbiamo vissuto, o si rimane impassibili e si naufraga, o ci si arma di nuove idee per ripartire, in una maniera diversa rispetto a prima, ma sempre con la curiosità e con la passione che lega ognuno al proprio mondo.

Per scaramanzia non scende nei dettagli, ma qualcosa bolle in pentola e non vediamo l’ora di scoprire cosa sia...Che questo sia quindi un arrivederci!



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