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viaggio organizzato ad ascoli piceno nelle vigne marchigiane

Cantina Velenosi

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Cantina Velenosi

PROGRAMMA

Intervista ad Angela e Marianna Velenosi, che ci presentano il brand Velenosi oggi presente su 52 mercati al mondo e solo nel 2020 ne sono stati aperti 3. La costante ricerca della qualità, dell’autenticità e anche dell’”autoctonicità” sono stati e sono ancora oggi i motori che muovono questa famiglia

 

Quando si parla di una realtà che punta a far emergere il proprio territorio, che lo descrive con passione e con attenzione, che lo riporta anche nel suo logo, non si può non parlare della famiglia Velenosi che dal 1984 realizza grandi prodotti enologici tenendo sempre bene a mente il territorio che la ospita.


Cantina velenosi ascoli piceno viaggi nelle marcheAd accompagnarci in questo viaggio nelle terre del Piceno oggi avremo la prima e la seconda generazione della famiglia Velenosi: Angela e Marianna ed è proprio quest’ultima che ci narra la storia della sua famiglia, dalla nascita nel 1984 quando i suoi genitori poco più che ventenni decisero di iniziare la loro avventura nel mondo del vino con nessuna esperienza alle spalle, ma con tantissime idee e una grande voglia di emergere.

Nel corso di questi 36 anni di attività, ci spiega Marianna, numerose sono state le sfide e le difficoltà da superare e dai 9 ettari iniziali, grazie ai quali si produceva il Rosso Piceno e il Falerio, si è passati con gli anni a più di 145 ettari vitati e una gamma molto ampia di prodotti.

Marianna ricorda con il sorriso quando era piccola e i suoi compaesani arrivavano in azienda con la damigiana da 5 litri per prendere il vino sfuso; oggi la situazione è molto cambiata, l’azienda infatti produce 2 milioni e 300 mila bottiglie circa all’anno.
Negli occhi di Marianna si legge la grande stima nei confronti dei suoi genitori che dal nulla hanno creato una realtà affermata del territorio e ci spiega che il cammino percorso è stato lungo, ma è stato affiancato, durante gli anni, da collaboratori molto validi, come ad esempio enologi di fama internazionale, i quali hanno visto del potenziale non solo nel territorio ma anche nella cantina.


Marche cantina velenosi vacanze nelle marcheLa costante ricerca della qualità, dell’autenticità e anche dell’”autoctonicità” sono stati e sono ancora oggi i motori che muovono questa famiglia e se in molti, trent’anni fa, pensavano di proporre Chardonnay, poiché era quello che dava una base solida alle aziende, i Velenosi, ci dice Marianna, in quel periodo, hanno cambiato rotta per soffermarsi sui vitigni autoctoni e oggi la gran parte dell’azienda si fonda proprio su di essi, su Passerina, Trebbiamo, Rosso Piceno, Lacrima, Verdicchio e Pecorino, tutti vitigni del territorio e la direzione sarà ancora per molto tempo questa poiché l’obiettivo è quello di cercare nuove e molteplici espressioni, basti pensare al Pecorino la cui riscoperta è piuttosto recente e di cui si potrà studiare e conoscere ancora molto.

 


Marche ascoli piceno colline viaggi marcheContinuando l’intervista, Marianna ci tiene a spiegare quanto importante sia per la sua famiglia valorizzare i frutti del suo territorio, contestualizzarli e cercare di abbinare la ricerca della qualità con le tecnologie di cui si dispone per creare un grande prodotto che sia competitivo anche a livello internazionale – il brand Velenosi oggi è presente su 52 mercati al mondo e solo nel 2020 ne sono stati aperti 3.

Inoltre un altro elemento molto interessante che Marianna ci espone è quello del percorso intrapreso nel mondo della sostenibilità e del biologico, infatti l’azienda è in fase di conversione e, in questi anni, si è cercato di eliminare la plastica dove possibile, ad esempio se prima le campionature partivano in cantinette di polistirolo, oggi invece sono realizzate in cartone.

Un’altra cosa che ci ha colpito molto è stato anche il fatto che l’azienda utilizza fornitori che si impegnano a ripiantare alberi contestualmente al numero di tappi venduti.

C’è tutta una filosofia di sostenibilità alle spalle che fa davvero molto onore all’azienda.


Ma tornando al territorio e alla sua valorizzazione, Marianna ribadisce il fatto che per apprezzare un prodotto è impossibile non raccontarne la provenienza, perché una buona etichetta è sempre una buona etichetta, ma senza la sua contestualizzazione, senza il racconto del luogo in cui nasce è difficilissimo comprenderne a pieno le caratteristiche, le sfaccettature e la sua magia, perciò in casa Velenosi ogni racconto parte dalle Marche, dal senso di appartenenza ad una regione ancora poco conosciuta – forse a causa di una mentalità ancora piuttosto chiusa, strascico dello Stato Pontificio – e che invece ha un grande potenziale, e attraverso questo racconto arrivare poi a far innamorare le persone, prima del territorio, e poi delle sue eccellenze.


Marche vigne velenosi tour organizzati nelle marcheIn questo contesto di conoscenza del territorio, Marianna ci spiega che portare persone nella zona era già un lavoro che si stava facendo per la clientela estera e che è stato poi aperto anche a quella locale, cercando di coniugare la degustazione di vini, visite guidate nelle bellezze del luogo e il cibo, anche attraverso delle masterclass di cucina volte a creare una vera esperienza legata all’offerta enogastronomica locale. Parlando di questo tipo di attività Angela Velenosi, titolare dell’azienda, ci parla proprio della creazione di pacchetti esperienziali mirati ad una clientela che non arriva nella zona solo per il vino, ma cerca qualcosa in più, in una regione che ha ancora tanto da dare non solo in termini culturali, ma anche enogastronomici, e quello che si vuole fare in casa Velenosi è accogliere l’ospite tra le sue mura, coccolarlo, come ci dice la signora Angela, e dargli le attenzioni che merita offrendogli un’esperienza integrata a 360°.

 


Il nostro viaggio nel Piceno oggi si conclude con gli obiettivi che la famiglia Velenosi si è preposta per il futuro, ovvero puntare ancora di più sull’accoglienza, la sostenibilità ed il biologico, partendo da una riflessione molto profonda legata ai tempi che stanno cambiando. Qui sono convinti che le persone vorranno tornare ad una maggiore concretezza delle cose, ci sarà bisogno di qualcosa di più vero, ci sarà la necessità di mangiare e bere “autenticità” e di vivere le piccole realtà, tutti elementi di cui il nostro territorio è ricco e che non vediamo tutti l’ora possiate conoscere.



25
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