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viaggio organizzato ad ascoli piceno nelle vigne marchigiane

La Cantina "Le Canà" della Famiglia Polini

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La Cantina "Le Canà" della Famiglia Polini

PROGRAMMA

La storia della Cantina "Le Canà" dei Fratelli Polini è la storia di una famiglia visceralmente legata alla terra da quattro generazioni, ognuna delle quali ha dato il suo prezioso contributo. Il grande apprezzamento del pubblico per questa cantina, sita a Carassai, in provincia di Ascoli Piceno, è il frutto dell'unità della famiglia, del legame con il territorio e della qualità del vino.

 

Si dice che dietro ad ogni realtà di successo ci sia sempre una grande mole di sacrifici e una famiglia pronta a compierli, e questa è proprio la storia che vi vogliamo raccontare oggi, quella della famiglia Polini di Carassai, un piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, oggi arrivata alla 4° generazione, la cui storia vitivinicola dura da quasi 100 anni.

 
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Ad accompagnarci in questa visita nelle terre del Piceno, terre a metà strada tra i Monti Sibillini e il mare Adriatico, oggi c’è Paola Polini, una delle titolari della Società Agricola Le Canà che insieme a sua sorella Alessandra e suo fratello Luca portano avanti la tradizione familiare iniziata dal bisnonno negli anni Venti del Novecento.

Ma perché l’azienda si chiama proprio Le Canà?


Paola ci spiega che “canà” è un nome dialettale del Sud delle Marche che sta ad indicare dei particolari tini rettangolari dove veniva pigiata l’uva. Il nome è stato tirato fuori dalle varie chiacchierate avute con il proprio nonno il quale raccontava ai suoi nipoti delle vecchie vendemmie, delle tecniche utilizzate nel passato per produrre il vino in ogni casa della zona, poiché tutti ne producevano una piccola quantità e tutti possedevano quella canà, che poi è diventato il nome dell’azienda di famiglia, un oggetto che racchiude il forte legame con il territorio e con il passato.
Il racconto di Paola prosegue, spiegandoci che la sua famiglia è sempre stata visceralmente legata alla terra, sin da quando il suo bisnonno tornò dal Sud America e decise di iniziare a piantare dei vigneti; l’avventura proseguì poi con suo nonno che ampliò le vigne – oggi l’azienda conta 25 ettari vitati – e si concentrò maggiormente sulle tipologie autoctone della zona; successivamente toccò a suo padre che ristrutturò un casolare e costruì la cantina con la speranza che un giorno la famiglia avrebbe creato le sue proprie bottiglie.

 

Ascoli famiglia cana viaggi in pullmanFu poi nel 2014 che subentrò l’ultima generazione e proprio in quell’anno nacque la prima etichetta vinificata con le uve dei fratelli Polini, visto che in precedenza i frutti venivano convogliati in altre cantine per la produzione di vini sfusi. Paola ci confida che il bello del tramandarsi il sapere è stato proprio quello che poi ogni generazione ha dato il suo prezioso contributo e se oggi questa cantina riscuote l’apprezzamento del pubblico è senza dubbio perché il concetto di unità della famiglia e del legame con il territorio sono i punti cardine.
E proprio il legame con il territorio ha fatto sì che i tre fratelli Polini convergessero nuovamente in questa zona delle Marche dopo aver fatto delle esperienze lontani da casa.

Ritornare nella terra natale è stata una scelta condivisa poiché la ricchezza di biodiversità della flora e della fauna, la posizione dei vigneti,  la composizione dei terreni molto propensa all’agricoltura e soprattutto alla coltivazione dell’uva, il microclima di questa zona di collina che guarda sia al mare che alle montagne, erano una combinazione di elementi troppo perfetta perché non potesse creare qualcosa di pregevole ed unico.
Paola ci dice che il loro obiettivo costante è quello di creare dei prodotti che siano lo specchio della ricchezza e della bellezza che li circonda, vino e territorio formano un legame indissolubile e questo è anche il motivo per cui ogni bottiglia per essere apprezzata davvero deve essere contestualizzata al luogo in cui nasce. In azienda si cerca costantemente il miglioramento, vinificare un prodotto che sia all’altezza delle grandi potenzialità del territorio, utilizzando sempre accuratezza, conoscenza e studio e solo mettendo insieme questi tre elementi si può produrre un grande prodotto, poiché il vino non va costruito, è un processo naturale che va assecondato con le giuste consapevolezze e competenze.

 

Ascoli vista vigneti vacanze nelle marcheLo scopo della famiglia è quindi quello di custodire il loro territorio come fosse un’opera d’arte, preservarlo e mostrarlo al mondo attraverso i suoi frutti, in questo caso quelli della vite. Dietro a questa volontà di “custodire” il territorio c’è un concetto molto profondo che affonda la sua tradizione nella storica laboriosità dei contadini marchigiani.


L’azienda oggi produce circa 40 mila bottiglie l’anno diversificate tra quelli che sono le tipologie della zona come il Rosso Piceno, la Passerina e il Pecorino e la gran parte della distribuzione è in territorio nazionale, con una piccola percentuale di vendite in Europa.

Il sogno è quello di appianare questa diversità attraverso una maggior valorizzazione non solo della nostra splendida regione Marche, ma anche dei suoi frutti.


Cantina le cana agriturismo viaggi marcheAscoli piceno vigna cana viaggi marcheI progetti che la famiglia Polini sta portando avanti sono diversi e tra questi si inserisce anche l’inizio di una nuova avventura nel campo dell’accoglienza, grazie alla creazione di 4 piccoli appartamenti proprio all’interno dell’azienda di famiglia, la quale da un paio di anni a questa parte ospita anche numerose degustazioni di vini e prodotti locali nella splendida cornice della Terrazza Tornavento che si affaccia direttamente sui vigneti, regalando una vista senza eguali.

Negli ultimi anni molto è stato fatto per attirare persone in questo piccolo angolo della provincia di Ascoli Piceno e, siamo tutti convinti che torneranno le occasioni per poter godere della bellezza del territorio, magari sorseggiando un buon vino.

 


Paola Polini ci saluta invogliandoci ancora di più ad andare a visitare la sua realtà, ci lascia infatti con un aneddoto strettamente legato alla terra in cui vive. Ci racconta che all’interno e nei dintorni dell’azienda sono presenti moltissimi luoghi simbolici, come ad esempio un grande albero secolare, una terrazza o un bosco misterioso ed impervio, e quasi tutte le loro etichette prendono proprio il nome da questi siti tanto è forte il legame con il territorio. Ne è un esempio la bottiglia “Infernaccio”, dedicata proprio ad una vigna vicino ad un bosco difficile da raggiungere e nel quale, secondo i racconti di suo nonno,  ogni qualvolta si andava a lavorare qualcuno si faceva male; fortunatamente oggi non è più inaccessibile ed impervio poiché è stato creato un percorso che ne permette la visita in tutta sicurezza!


Questo concetto di luoghi simbolici è ciò che maggiormente ha solleticato la nostra curiosità e, siamo sicuri che anche voi non ne resterete indifferenti!

 

 

 



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