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viaggio organizzato a serra san quirico nelle marche

La Società Agricola Accadia quando l'arte incontra la vigna

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La Società Agricola Accadia quando l'arte incontra la vigna

PROGRAMMA

La cultura del vino nelle Marche è una tradizione, ma la storia della Società Agricola Accadia ha una matrice artistica, poiché Angelo è un pittore abituato a creare, e considera il vino come una forma d’arte.

 

Cosa ci fanno un pugliese ed una siciliana, che si sono incontrati a Milano, a Castellaro di Serra San Quirico?

Può sembrare una barzelletta, ma non è niente di tutto ciò, è la straordinaria storia della famiglia Accadia, che negli anni ’80 lesse un annuncio di un casolare sul Corriere della Sera e decise di trasferirsi nelle Marche per cambiare la propria vita.

 

Accadia cantina di vini marcheA condurci oggi in questo percorso fatto di campi coltivati, vigneti e, strano ma vero, pittura, c’è Evelyn, la figlia del fondatore della Società Agricola Accadia, Angelo, un uomo tutto da scoprire e capirete poi il motivo.


Evelyn ci accoglie in una parte della cantina recentemente ristrutturata, la Sala Degustazioni, un luogo che colpisce subito l’occhio per gli elementi che la compongono tanto sembrano contrastanti, ma che invece trovano una loro armonia, basti pensare al massiccio tavolo in legno che fa da padrone nella stanza, il quale venne recuperato da un falegname che se ne stava disfacendo, oppure alla porta lignea color cipria molto amata da Evelyn e scoperta in un viaggio in Giappone, fino alle grate e ai dipinti presenti alle pareti, opere del signor Angelo.

 

Tutto sembra scontrarsi come le personalità di padre e figlia, ma alla fine ogni cosa trova la sua giusta collocazione e nulla potrebbe essere più coerente di così.


Ci accomodiamo a questo imponente tavolo ed Evelyn parte con il suo appassionato racconto, inizia dagli albori ovvero da quando i suoi genitori acquistarono nelle Marche questa classica casa colonica al cui piano terra c’erano ancora le stalle; incominciarono i lavori di ristrutturazione e, all’inizio degli anni ’80, decisero che quella sarebbe stata casa loro, lontano dai frastuoni e dalla frenesia della città.

Evelyn ricorda vagamente quegli anni e li descrive come felici, ci dice che c’era davvero poco, e che tutto ciò che veniva fatto era sempre realizzato con grande entusiasmo, era come se non si avesse paura di affrontare ogni tipo di situazione, anche la più scomoda.

 

Societa agricola acadiaÈ trasferendosi nelle Marche che il signor Angelo intraprende la sua avventura da contadino e, un giorno, scoprendo una vecchia vigna in un terreno che aveva acquistato, inizia a pensare di poter produrre il suo vino, anche perché, ci confida Evelyn, lui diceva di non trovare mai un vino che gli piacesse davvero.

All’inizio tutto parte come una sperimentazione, ma l’incontro con un agronomo stravolge ogni cosa: nel 1995 nasce la prima etichetta Accadia.

È a questo punto della narrazione di Evelyn che trapela una delle passioni più profonde di suo padre, l’arte.

Lei pensa fortemente che il motore che spinse suo padre ad iniziare la sua avventura fosse anche di matrice artistica, poiché per una persona che è abituata a creare, il vino può essere considerato come una forma d’arte.

 

L’uomo prende infatti tutto ciò che la natura può dargli e poi imprime la sua personalità, poiché in base a come le vigne vengono coltivate, a come si Societa agricola acadia logodecide di raccogliere il frutto, al pensiero che c’è dietro ad una bottiglia, nasce poi un prodotto che è un’espressione personale del suo vignaiuolo, come ad esempio la bottiglia Cantorì che all’inizio si presenta come un vino forte e spigoloso, ma con il passare del tempo invece diventa più armonico, tutte qualità che Evelyn riscontra anche in suo padre Angelo; ed essendo questa realtà piuttosto piccola – circa 9 ettari vitati, prevalentemente Verdicchio dei Castelli di Jesi  – le accortezze per rispettare i cicli naturali sono innumerevoli e tutto ciò rispecchia poi la filosofia che c’è alla base di tutto: seguire l’ordine fisiologico delle cose e così può accadere che una stessa etichetta, ma di annate diverse, dia delle sensazioni distinte, ma tutto ciò è normale, o meglio naturale, ed è questo, forse, ciò che caratterizza ancora di più le bottiglie Accadia.

 


Questa filosofia è anche ciò che negli anni ha permesso di creare forti legami con i clienti, perché qualsiasi lavoro, anche quello della vigna è fatto di persone che si incontrano e si scelgono, dice Evelyn, e se uno sposa gli ideali di un’azienda, sposa anche la sua storia e quindi poi diventa inevitabile creare lunghi e solidi legami. In questa fase di stasi in cui ci troviamo a vivere, l’azienda continua a creare legami anche grazie all’e-commerce che proprio in questo momento storico è partito, e secondo quello che ci spiega Evelyn, le persone hanno ancor più voglia di avere un contatto con chi c’è dietro ad una bottiglia e hanno ancor più voglia di sentirsi raccontare la loro storia.


Evelyn è un turbinio di idee e gli obiettivi che l’azienda si è prefissata nel futuro sono numerosi, come quello di farsi maggiormente conoscere nel luogo che li accoglie e in Italia – anche perché gran parte del prodotto Accadia è volto ai paesi esteri – creando anche delle vere e proprie sinergie con le altre aziende del territorio magari facendo delle degustazioni non solo di vino, ma anche dei prodotti tipici della zona, come formaggi o salumi. Alla base c’è l’idea che se esiste un’offerta integrata fatta di bellezza del territorio, buon cibo, buon vino e si arriva a collaborare, poi le persone sono invogliate ad andare a visitare e conoscere questa zona dell’Alta Vallesina.

 


Acadia famiglia bottiglie

Lei vorrebbe tanto anche che il luogo che ogni giorno vede il sudore e i sacrifici della famiglia diventi un punto di ritrovo in cui passare del tempo di qualità, vivendo la cantina e l’arte che qui è in mostra. Nella sua mente c’è anche l’idea di creare un “Circolo degli intenditori” con lo scopo di far convergere nella nuovissima Sala Degustazioni appassionati di vino, che possono incontrarsi intorno al grande tavolo e parlare non solo dei prodotti dell’azienda, ma del frutto della vite in senso più ampio, e così facendo dare spazio alle persone, allo scambio di idee e creare delle tavole di convivialità ed ospitalità in un luogo in cui il tempo sembra fermarsi e in cui la natura esplode nella sua rigogliosità.

Chi arriva in questa piccola parte di mondo non può non sentirsi accolto e coccolato e visti i tempi che corrono e la necessità di indossare la mascherina per tutelare non solo noi, ma soprattutto gli altri, Evelyn ha ben pensato di farne realizzare alcune in coordinato con le etichette dalla “Collezione Winecolors”, una linea che è espressione di freschezza, giovinezza, colore e femminilità.

In un ambiente in cui storicamente a farla da padrone è sempre stata la figura maschile, lei ha deciso di portare quel tocco femminile che qui mancava, “in vigna con i tacchi” come ci suggerisce lei stessa.

Lei ci dice di non essere vignaiuola, ma di avere studiato marketing e, una volta scoperta tutta la comunicazione che c’è dietro al vino, i mondi che si possono aprire dietro ad una bottiglia, è letteralmente rimasta folgorata ed è quindi nato il suo approccio al mondo del vino: “vado in vigna, ma poi mi metto i tacchi per raccontare la mia storia”.


Acadia cantina priveLa nostra chiacchierata con Evelyn prosegue nelle visita di alcune aree della cantina e quella che maggiormente ha colpito la nostra attenzione è stata la sala chiamata “Privée vecchie annate” in cui è possibile trovare delle bottiglie di Verdicchio invecchiate, poiché secondo il signor Accadia, il Verdicchio è uno dei vini bianchi con il maggior potenziale di invecchiamento, e più il tempo passa più il vino acquista intensità ed eleganza proprio come l’arte, che con gli anni acquisisce più fascino ed estimatori.


È stato un viaggio entusiasmante, costellato da tanti piccoli elementi che rendono inevitabile una visita a questa realtà. Rimarrete esterrefatti dal modo in cui Evelyn racconta la storia della sua famiglia fino quasi a far percepire i sacrifici e i sudori che qui sono stati versati e che poi vengono ripagati da chi decide ogni giorno di sposare la loro filosofia.



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